Un'adolescente chiusa in casa

Forse questo è il momento...


Non volevo scrivere di questo periodo. Voglio essere distratta, scriverne lo rende troppo vero. Scrivendone mi sembra di scolpire la mia noia nella roccia e non poterla più negare. Ma lo farò comunque, perché scriverne mi sembra anche l’unico sfogo.

Insomma, non ho mai trascorso così tanto tempo in camera mia! Qui dentro sto scoprendo un’accoglienza e una tranquillità che prima ignoravo. Questo è il mio spazio, dove posso studiare, ballare, scrivere e, ancora di più, piangere. Ho chiesto alla mia famiglia, in lacrime, di non entrarci, è un momento difficile, stiamo convivendo ventiquattro ore su ventiquattro, e questo è il mio escape. Se sto qua dentro è perché voglio stare da sola. Se avete bisogno bussate.


Credo che l’aspetto più provante per tutti noi, in questo momento, sia quello di ritrovarsi tutto ad un tratto soli con se stessi".

La maggior parte di noi non si sopporta.

La maggior parte di noi non sa stare con i propri pensieri.

A momenti penso "merda, questo è l’inizio di una depressione". Uscirà da questo una società depressa, incapace di tornare a relazionarsi. Altri momenti vorrei trasformarlo in una cosa positiva. Forse questo è il momento di iniziare a prendersi cura di se stessi, di scoprirsi, di psicoanalizzarsi, magari addirittura di iniziare ad amarsi. A volte spero che questo sia l’inizio di un'empatia collettiva; di un apprezzamento di tutto ciò che si ha e di una coscienza di quello che l’altro potrebbe non avere


Quanto sono fortunata ad avere un posto dove proteggermi, un letto dove dormire, una famiglia che non solo si sopporta ma si ama e amici stupendi da sentire.

Michaela Luzzatto, Trieste.


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