Ciascuno è artefice della propria sorte

Aiutiamoci a diventare immuni



Silenzio assordante di un mondo fino a pochi giorni fa volgarmente ed esageratamente chiassoso, indifferente, apatico, spietatamente violento verso se stesso, i suoi simili e la natura che l’ha voluto e creato.

Siamo vittime di noi stessi. Faber est suae quisque fortunae": in questo caso con triste epilogo.

Violento il virus, violenti ed ottusi noi che continuiamo a non voler capire che ci facciamo forti con lo scudo della sdrammatizzazione, forse per colmare il terrore che ci pervade e consci che non si possa più tornare indietro ed il nostro silenzioso e invisibile avversario inesorabilmente avanza.

Perché non riusciamo a sacrificarci un po', non dico per il bene comune, perché sarebbe utopistico, ma almeno per noi stessi, per essere coerenti con l’egoismo che ci contraddistingue?

Perché non provare a liberarci dalla dipendenza della metodicità soffocante delle nostre giornate per assurgere ad un “meglio" che, passata la prova da subire, il futuro ci vorrà riservare?

Quando impareremo ad apprezzare i valori del passato - senza vergogna- per ritornare ad essere uomini capaci di pensiero proprio, non più vittime dei social spesso artefici delle nostre atrofie?

Quando smetteremo di sdrammatizzare la realtà con patetici video e messaggi infantili che ci svuotano l’anima, appiattendo le sensibilità individuali?

Compiaciamoci nello scrivere pensieri profondi che sgorgano dall’anima, rendiamo l’aria pura di idee geniali che ci arricchiscano a vicenda, gettiamo manate di cultura per quanto ci riesca.

Così ci vaccineremmo a vicenda e ci aiuteremmo a diventare immuni dalle dipendenze che impoveriscono il pensiero e l’anima, predisponendoci ad ogni tipo di male.

Carlo Pellegrino, veterinario, Cuneo

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