Cicatrici

Quello che ero non tornerà



E’ stato detto tutto e il contrario di tutto.

Ne abbiamo parlato sempre, con chiunque, in qualsiasi modo. E ancora ogni giorno la tv racconta e racconta in una ridondanza di parole uguali, immagini e storie replicate, moniti ribaditi, urgenze mal gestite, ma gestite, prospettive vacue e tante paure, tanti timori per tutti. Adesso, la fase due e la verità è che non c’è più niente di nuovo da dire.

Quando Cristina mi lasciò feci la stessa cosa. Serate intere ad ammorbare gli amici con lo stesso racconto, analizzando di volta in volta i singoli particolari, i perché, gli errori commessi e quelli evitabili. Trascorrevo le giornate a cercare di darmi un senso, provando a reagire. Tutti mi dicevano che, una volta superato quel dolore mi sarei riscoperto migliore, cresciuto, cambiato, più consapevole e forte. Io parlavo, sbrodolavo telefonate per allentare la tensione, volevo capire, sapere, oscillavo sul pensiero di lei e di noi confuso, arrabbiato, stanco. La sera, quando andavo a dormire, desideravo soltanto tornare ad essere come prima: integro.  

"Cristina non è mai tornata, come del resto neanche io sono ritornato lo stesso. E’ passato del tempo, mi sono innamorato dinuovo e ho una vita che mi piace. Ma quella persona che ero, in quel momento lì non tornerà più. "

Non so se sono meglio, peggio, cresciuto o maturato… Forse. O forse no.

O forse ancora sarebbe avvenuto comunque. Dopo anni rimane di quei momenti, oltre al ricordo della quarantena emotiva e dolorosa e pesante, che mi ha condotto ad uscirne, l’immagina di una ferita. Una scalfitura. Se dovessi disegnarla rappresenterei una cicatrice lunga profonda e netta. Quella è rimasta e posso vederla e quasi toccarla.


E forse è così che andremo avanti da qui in poi, fase 3,4,5…e poi ad un certo punto svolteremo e ci rialzeremo e faremo qualcosa, spero di buono, e lotteremo e non perderemo la speranza e non ne parleremo più. Ma dentro di noi, soprattutto in alcuni di noi, resterà una ferita emotiva, un taglio rimarginato ma estremamente sensibile.


Passerà tutto, perché passa sempre tutto, prima o poi: ci si incammina verso il dopo mettendocela tutta, perché la vita è delicata ma l’istinto di viverla e forte. Si lotta, si sorride di quel sorriso tirato, che solo dopo tempo si scioglie, mentre sul corpo le ferite rimangono a decorarti la pelle . Se si diventi davvero migliore non so. Punti di vista o personali evoluzioni.

Un abbraccio a tutti quelli che, come me, avranno la loro ferita profonda con cui fare i conti.

Marco, Torino.


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