Il filtro del virus

La trasformazione della memoria


Ascolta: Sigur Ròs - Valtari


Una cosa stranissima che mi succede in questi giorni è la trasformazione della memoria degli eventi passati.

È come se stessi applicando il filtro del virus a molti ricordi, come se li rileggessi come prodromi di questa cosa, come se fossero virati a quel verde tenue e inquietante di tanti film angoscianti e dozzinali.

Io sono e voglio restare un mezzopienista, consapevole dei tempi terribili, fermo nella convinzione che stiano passando.

"Ma questa cosa è sottile e merita sia attenzione che una forma ulteriore di resistenza."

Il virus mangia lo spazio vitale, cerca di annullare lo slancio, tenta di convincerci di essere nel presente, nel futuro e ancor peggio di essere sempre stato qua. Non è così. L’esercizio che ho iniziato a fare in questi giorni è semplice, gli tolgo la sedia, lo lascio culo in terra. Non gli permetto di partecipare ai miei ricordi, alla memoria breve e lunga. Non lascio che modifichi le mie immagini con il suo photoshop vigliacco. Uso i miei colori, quelli delle gioie e dei dolori.

Non c’era e non ci sarà, si accontenti della pena e dello strazio che ci ha portato, poi sapremo fare a meno di lui.


Michele Dalai, CEO, Milano

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