Indietro non si torna

Tutto sta cambiando


Immagine: Maurits Cornelis Escher - Metamorphosis


Vogliono tutti tornare alla vita “di prima”.

La domanda più frequente che i giornalisti pongono ai virologi, dopo aver fatto la disamina dettagliata dell’andamento del virus è: “Quando torneremo alla normalità?”.

“Quando torneremo a vivere come prima?”.

Come se questo pensiero cristallizzato fosse l’unico obiettivo possibile.

Una, due, dieci volte e mi trovo spiazzato.

E’ vero che il “come prima” è tutto quello che conosciamo e al quale aneliamo per rassicurarci, ma siamo certi che sia la domanda giusta?

Mentre ci rifletto mi risuonano in mente le parole di una vecchia canzone dei CSI: “Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è, chi è stato è stato e chi è stato non è”. (CSI - A TRATTI)

E’ davvero possibile tornare come prima?

"Cos’è questo prima che non ci abbandona, che ci lega al passato scoprendoci più inclini a guardare indietro piuttosto che avanti?."

Certo, ora chiusi in cattività, il prima ci sembra l’unica soluzione possibile, tutto bellissimo, anche quello che ci faceva orrore.

La nostra memoria ha compiuto un’operazione selettiva ha radunato i ricordi più gradevoli e cancellato il resto. Ed ecco nutrito il desiderio di ritrovare una routine familiare, qualunque essa fosse.

Come prima, diventa un mantra. Un mantra sul quale rifletto e dissento.


Per inciso, a me la mia vita di prima piaceva parecchio, pur notando tutte le discrepanze del caso, se il ragionamento viene esteso a livello più ampio.

E nonostante questo, tornare come prima mi sembra tornare indietro, oltre che impossibile. La vita non va indietro, la vita cambia, va avanti, il mondo intorno a noi si trasforma. Cambiano le epoche, gli scenari, i modi di interagire, l’economia, i costumi.

E mi sembra una bugia pensare che un evento come questo, che in modi differenti tocca la vita e l’anima di ognuno, una volta terminato o meglio gestito, possa restare solo un vago ricordo o peggio un ricordo da cancellare, per ricreare esattamente la realtà precedente.

Non so voi, ma io non torno come prima! La persona che ero qualche mese fa non è più, non può essere la stessa e mi sembrerebbe strano e malsano che lo fosse.

Il cambiamento è insito nella vita. Cambiamo fisicamente, anche quando tentiamo di fermare il tempo sui nostri volti, cresciamo, impariamo, mutiamo normalità, viviamo tempi differenti e stagioni che si rinnovano.

Se ci permettessimo di pensare questa volta e di fronte a tutto quello che accade, che questa è una stagione nuova durante la quale è necessario e doveroso un cambiamento coraggioso?

Di fronte all’immagine ormai sfocata del prima, credo sia più realistico un processo di adattamento e creazione che contempli nuovi modi di vivere e nuove forme più contemporanee, un po' come nel design. Una nuova e differente normalità, nuovi oggetti, nuove quotidianità e nuove abitudini ci attendono: forse non saranno tutte perfette, ma, illusioni di memoria a parte, neanche prima lo erano.

Per ognuno, ci sono tempi differenti di adattamento evolutivo ma sono davvero convinto che questa inevitabile trasformazione sia necessaria se vogliamo avere un dopo; occorre smettere di rincorrere vetuste fogge mentali di obsolete quotidianità.

E' così che trascorro queste settimane. Preparandomi a cambiare e cambiando. Immaginando che nuove realtà possibili, vitali e rivoluzionarie potranno affacciarsi alla scena. Non so se mi piaceranno di più o di meno, ma forse in piccola parte dipenderà anche da ognuno di noi la direzione in cui andremo.

Così, sdraiato sul divano chiudo gli occhi, apro il sipario della fantasia e mi godo lo spettacolo al quale voglio partecipare con emozione ed energia.

Un mondo nuovo sta incominciando.


Massimiliano, designer, Como


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