Insight in cucina

Mentre sale il caffè'...



La mattina del 13 marzo 2020 mi svegliavo a #Roma alle ore 5,45 al quarto piano di una palazzina sul lungotevere, con una specie di sibilo nell’orecchio sinistro.

Alzando la persiana del salotto notavo che il cielo era stranamente grigio e coperto, a differenza degli ultimi giorni in cui era stato meravigliosamente terso e sereno, in beffardo contrasto con la tragica situazione #covid19 piombata sulla città.#coronavirus 


“Mentre aspettavo paziente che il caffè risalisse dal profondo della macchinetta mi resi conto, appoggiata al lavandino, di quanto stava accadendo.”

La natura si stava prendendo la rivincita sull’uomo, bianco, occidentale, europeo.

Proprio lui quello sicuro di se’, tracotante e sprezzante veniva improvvisamente scaraventato nell’impotenza e nella paura del contagio di se'  ad opera dell’altra parte di se stesso, quella invisibile, indefinita virulenta e letale e confinato in una dimensione di inutilità assoluta. La sua completa perdita di controllo sulla realtà, per un sofisticato meccanismo di contrappasso, era rappresentata da una nuova immagine: una figura un po’ goffa con protezioni in plastica applicate in corrispondenza dei suoi strumenti più infallibili.

Una mascherina, che egli stesso aveva cura di sistemarsi meticolosamente sul viso gli chiudeva la bocca e sottili guantini di plastica bianca, anch’essi infilati con la massima cura, gli ricordavano incessantemente di fare ben attenzione a dove metteva le mani.

Prima di non uscire dalla porta di casa, #iorestoacasa grazie a quella nuova consapevolezza e alla sua nuova immagine, egli ritornava ad essere quello che l’uomo -a dispetto delle sue vanagloriose illusioni- è: un mortale.


Elena Ferrari, avvocato, Roma


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