Libertà va cercando

Quando le limitazioni non la intaccano



Tre figli, un marito, un cane e un lavoro. Anni fa, prima di sposarmi, il mio lavoro era il primo e forse l'unico vero centro dei miei pensieri: appassionata e desiderosa di fare, di conoscere, di viaggiare, di crescere e di arrivare…  

Dopo la laurea in lingue ho preso uno zaino e sono partita, lavori stagionali nei villaggi turistici, segno del costume tutto l’anno, lontana da tutto, da sola, io e il mio bagaglio di abiti leggeri, la voglia di conoscere il mondo e di costruirmi il mio. Poi ho incontrato Pietro e si sa come vanno queste cose, che piano piano, metaforicamente e non solo, ti avvicini a casa. Così il mio lavoro nel turismo si è trasformato, da itinerante a stanziale. Con la nascita dei miei figli poi l’aggettivo itinerante ha finito per raccontare solo più lo spostamento da casa al litorale per le vacanze estive, fatte di giocattoli di gomma sparsi ovunque, pigri sonnellini pomeridiani e castelli di sabbia in riva al mare.

Le mete esotiche e i luoghi sconosciuti sono stati chiusi in una scatola di fotografie, a data da definirsi.

In questo periodo in cui la parola libertà è stata sulla bocca di molti, addirittura con rimandi costituzionali, mi sono ritrovata a riflettere sulla mia vita e sul senso che ha la libertà per me. Dato il mio cambio di vita dovrei avvertire un senso di costrizione e contrazione della mia libertà, che in effetti a guardar distratti, è avvenuto.

"Non posso più preparare uno zaino e fuggire, o scegliere la meta preferita, basta che sia, solo per partire. Le mie scelte sono dettate da altre mie scelte precedenti e dai vincoli che esse hanno creato in quella attuale. "

E così riflettendo sul senso profondo che la parola libertà porta con sé, sono arrivata alla mia personale conclusione: non si è liberi perché si può prendere un aereo e volare lontano o perché si può fare esattamente ciò che viene in mente. Ognuno ha delle limitazioni date dal contesto in cui vive. La vera libertà per me è uno stato interiore molto più articolato e profondo. Non sono le limitazioni esterne che ne determinano l’esistenza o no, anche quando sono imposte, per causa di forza maggiore, come ora. La libertà umana da sempre fa i conti con il contesto e quando lo scenario cambia anch’essa subisce mutazioni, o meglio forse non è la libertà a cambiare, ma il modo in cui possiamo esprimerla, a prescindere dall’iconografia classica e più scontata che il termine ispira. Ci sono uomini poco liberi che viaggiano ogni giorno da un capo all’altro del mondo e persone libere che vivono isolati in una casetta in montagna. Prendo a prestito la concezione Kantiana: “la libertà è una condizione formale della scelta che, quando si tramuterà in atto, in azione concreta, risentirà necessariamente dei condizionamenti che le vengono dal mondo reale, sottoposto alle leggi fisiche necessitanti, o da situazioni determinanti di altra natura.”

Ora, mentre guardo i miei figli dormire, sapendo che trascorrerà del tempo prima che possa prendere un aereo e volare via, mi sento comunque la persona più libera del mondo. E anche in questa situazione paradossale la mia anima continua ad essere libera: di esprimersi, di sognare, di immaginare altre e più ampie libertà, pur nel rispetto attuale della contingenza. Una sensazione talmente grande e forte che è rimasta intatta e cristallina dentro di me.


«Or ti piaccia gradir la sua venuta:

libertà va cercando, ch'è sì cara,

come sa chi per lei vita rifiuta.»

Dante Alighieri



Anna, impiegata in azienda turistica, Lucca


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