Non abbiamo mai rinunciato

Quando tutto era pronto iniziava la parte più difficile



Ursus, il vecchio pontone diventato simbolo della città, sta andando in cantiere. Finalmente lo portano a farsi bello, toglieranno la ruggine e lo dipingeranno di un bel colore chiaro. Se lo merita, dopo anni di intenso lavoro, adesso qualcuno si prende cura di lui. Dalla finestra della mia casa posso vedere i due rimorchiatori che lo trainano, tranquilli, su un mare che non si oppone, anzi, aiuta in silenzio.


Mi viene in mente quando appena finiti gli studi ho lavorato per un periodo sui rimorchiatori. Nelle giornate di vento forte ero l’unico ad aiutare le petroliere ferme in Golfo. Quando il vento soffiava così forte che nemmeno i gabbiani tentavano il volo, io radunavo i miei uomini e, ben vestiti ed equipaggiati, uscivamo in mare.

Comandavo ormai da abbastanza tempo Strong, il più potente della flotta, un vecchio rimorchiatore dotato di motori ausiliari, eliche destrorse, cime da traino e un’anima senza uguali.


"Sentivamo le navi in difficoltà a miglia di distanza, e quando arrivava la tempesta non c’era nulla che ci potesse fermare."

Ci avvicinavamo alla nave alla deriva, da sottovento l’affiancavamo piano tra gli spruzzi e le urla dei marinai sulla coperta, e al mio comando si lanciavano le cime, grosse e robuste come tronchi.

Quando tutto era pronto iniziava la parte più difficile, bilanciavo bene i motori, prima a basso regime per prendere la direzione giusta e far tendere le cime, poi, quando sentivo i motori scalpitare, davo il massimo della potenza e urlavo con quanto fiato avevo in gola. Strong faticava, all’inizio sembrava venisse risucchiato verso le alte paratie della nave, ma a quel punto io lo incoraggiavo, gli concedevo ciò che mi chiedeva, un aiuto, acceleravo con tutta la forza che avevo in corpo.

Non abbiamo mai rinunciato, nemmeno quando rischiavamo di sbattere e il mio cuore pulsava a mille all’ora. Quando sentivo le cime tendersi fino a tremare e vedevo la nave che piano iniziava a seguirci, allora, solo allora, mi rilassavo. Noi, così piccoli, trascinavamo quelle enormi navi. Poche volte in vita mia ho provato una sensazione così bella.

Se non fosse rischioso mi verrebbe da dire che in quegli attimi mi sembrava quasi, mi sembrava quasi di essere felice.


Marina, Trieste


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