Passeggiate alternative

Eccola lì, l'ansia da prestazione è arrivata nelle nostre case



Al di là del tragico contesto in cui ahimè siamo immersi in queste ultime settimane, (#coronavirus) io sto godendo di questo periodo casalingo. 

La mia anima da "vecchia pantofolaia" mi ha fatto abituare ai nuovi ritmi - o non ritmi? - con una velocità così sospetta e preoccupante, che quasi ne temo l'irreversibilità.

L'isolamento, così temuto dai più, mi è così caro! Il mio ex analista non sarebbe felice di questa mia esternazione, anni di lavoro buttato nel cesso... ma che cosa ci posso fare?


Sto bene con me, lontano dalle voci, dagli obblighi, dalle convenzioni sociali, tanto che al secondo social aperitivo ho pensato si stesse già esagerando (non me ne vogliamo gli amici).

Eccola lì, l'ansia da prestazione: è arrivata nelle nostre case in men che non si dica. Senti di gente che alle 11 del mattino ha già fatto 1 ora e 20 di yoga in salotto insieme a Sara di Torino e Alice da Prato, la torta di mele e cannella come la faceva la sua nonna, l'upload dei 25 file di compiti da inviare alle maestre, 3 conf call con l'ufficio.. e poi via, tutti a video chiamarsi la sera, anche con la compagna del liceo, quella sfigata e mai più vista dopo la maturità.


L'importante è quel po' di balsamo che ci aiuti a non sentirla troppo, la solitudine. Ma perché? Non è sociopatia, badate bene. Ma mi chiedo: perché, non potendo fare un giro fuori, non approfittare di un bel giro dentro se stessi??


Stella, Milano


#iorestoacasa #covid19 #iltemposospeso #pensierieparole #forzatedistanze

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