Sidi Kaouki Quarantine - 4° episodio

Il mondo può diventare un posto migliore


Forse, invece di assistere all’estinzione della razza umana, ci abbracceremo e festeggeremo la vittoria dell’uomo sulla natura matrigna che, insensibile a tutto anche a sè stessa, ci stava togliendo dallo scacchiere. Immagino i festeggiamenti e l’esplosione di socialità, di comunanza, di fratellanza, di compassione, di unità e anche la soddisfazione e la consapevolezza che, se si rema tutti dalla stessa parte, il mondo può diventare un posto migliore.

Una prima iniziativa in tal senso non può che essere un brusco cambio di registro sulle tematiche ambientali. A partire dall’uso del motore a scoppio con carburante fossile.


“Da questa tragedia abbiamo già imparato che, ridotta la circolazione dei mezzi, l’ambiente si rigenera a velocità impensata.”

La foresta di Chernobyl lo aveva mostrato, ma ora basta aprire la finestra per rendersene conto. Non parliamo di chi ha la fortuna di poter vedere delfini, cigni e pesci vari nei canali di Venezia. Sarà suggestione, sarà che sopra il cielo di Sidi Kaouki non passano più aerei, ma io ieri sera ho avuto l’impressione non avere mai visto una stellata così.

Un’altra cosa che abbiamo sperimentato è che decisioni drastiche si possono prendere eccome. Se una certa decisione è necessaria per il bene di tutti si prende e basta, travolgendo gli interessi e le esigenze collegate al mantenimento dello status quo. I mezzi di trasporto a motore elettrico sarebbero poco efficienti, troppo cari, inadeguati alle esigenze della vita moderna? Pazienza, di fronte all’evidenza del danno che provocano, si archiviano i combustibili fossili per sempre e i mezzi di trasporto diventano esclusivamente elettrici, da un giorno all’altro. Tutti fermi un’altra volta, ma stavolta nel frattempo non ci si limita a stare in casa, ma si lavora per ricostruire un nuovo modo di vivere: tutti impegnati, a partire dai politici, per fare in modo che, al più presto possibile, si possa circolare di nuovo tutti con mezzi funzionali ed economici, che non inquinino il nostro ambiente. Se ci si pensa non ci vorrebbe poi molto e il sacrificio nemmeno sarebbe così impossibile. Nelle città, già ora, ci si può spostare con piena soddisfazione anche economica con mezzi elettrici (tram, metropolitane, motorini, bici, monopattini), per viaggi e trasporti più lunghi c’è da sempre il treno e una spinta alla ricerca e alla produzione di motori elettrici si può immaginare che possa portare alla totale conversione di tutti i mezzi meccanici in poco tempo (magari pure navi e aeroplani non saprei).

Lo so, la vespa spennacchiante, il borbottio rauco della Mercedes e chessò il rombo della Ducati resteranno un nostalgico ricordo, ma abbiamo rinunciato ad abbracciarci e ad uscire di casa per la salute di tutti, si possono salutare gli idrocarburi con molti meno rimpianti.


Ale, ex avvocato, libero pensatore, Sidi Kaouki, Marocco


L'immagine dal titolo: L'ABBRACCIO è tratta da un'opera di Gustav Klimt

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