Rinnovamento

Lo "scampolone" di Sara


Di tanto in tanto mi tocca contravvenire al principio fondamentale dello Scampolo che impone brevità: così imito i miei ispiratori (Gramellini dell’indispensabile Corrierone e M. Feltri della fedele Busiarda), che quando ne vale la pena moltiplicano le cartelle. Credo proprio che questa meditata e sofferta riflessione dell'amica Sara M. meriti uno Scampolone:


"Carissimo Avvocato, penso che tutti, in questa Italia al tempo del Covid-19, si siano accorti che nessuno e sottolineo nessuno si sia occupato della futura cittadinanza attiva: i bambini. Dal 25 febbraio si sono chiuse le scuole. E da allora è stato un continuo correre ad aggiornare piattaforme di e-learning per permettere agli studenti di continuare ad apprendere nella prigione di casa propria. Allo stato dei fatti è stato il fallimento completo della didattica a distanza, non per gli insegnanti, ai quali plaudo per la dedizione e l'impegno di sempre, ma perché anche in questo campo si è manifestata la famigerata Italia a due velocità: famiglie super tecnologiche con più dispositivi che componenti nucleo familiare e famiglie con solo due cellulari e tre o più figli. Ma non solo questo: la scuola si fa a scuola. Perché non è esclusivamente cultura ed istruzione, ma anche coralità, condivisione e socialità. Si è pensato alla salute fisica (anche se allo stato attuale non mi pare vi siano mascherine adeguate per bambini) e va bene, ma a quella psicologica dei nostri figli nessuno ha pensato.

"Chiusi in casa, lontano dalle amicizie e dai confronti che aiutano a crescere si sono trovati a trascorrere intere giornate in solitudine.".

Fortunati quelli che possono godere di un giardino o un cortile proprio, ma non dimentichiamoci che ci sono tanti bambini che vivono in condomini. E non voglio pensare, perché in questo caso vorrei avere i poteri di un supereroe per intervenire drasticamente, alle brutture che alcuni innocenti subiscono in condizioni di quotidianità: chiusi in casa con i loro aguzzini per 24 ore al giorno lo possiamo solo per un attimo immaginare??? Niente si è fatto per i bambini. Si demanda sempre e solo ai genitori o ai nonni (anche se con tanti "ma" e "però ", perché entrano in contatto con presunti untori) o alle baby sitter. Mamme e papà che non hanno mai smesso di lavorare (vuoi con smart working, vuoi recandosi in ufficio quotidianamente) hanno dovuto fare i conti non solo con lezioni e compiti on line, ma soprattutto con la gestione dei propri figli, contraendo un debito di eterna riconoscenza con nonni e nonne di buona volontà che si sono prodigati in ogni modo per i nipoti, mettendo in secondo piano la possibilità di ammalarsi. Mamme e papà che non hanno avuto un minimo aiuto dallo Stato (sebbene il povero Conte si sia trovato a dover fronteggiare una catastrofe). Non credo affatto che i 600 euro di Bonus baby sitter o i 15 giorni di congedo parentale straordinario possano risolvere. A settembre, se non si tornerà a scuola oppure si ritornerà in modalità scaglionata, tanti genitori credo dovranno scegliere definitivamente fra lavoro e famiglia. Mamme e papà che ora pensano a come alleviare le giornate dei loro figli: perché anche se loro sembrano spensierati, questa esperienza lì segnerà inevitabilmente. La quotidianità e la routine creano sicurezza e stabilità. E allora sta ai genitori ricrearle. Ai genitori... che non sono insegnati, psicologi, educatori, ma che sul campo si sono guadagnati tutte queste qualifiche”.


Agostino Guardamagna, Avvocato, Retorbido


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