C'è troppo silenzio

Abituati o addomesticati?


E venne il tempo del silenzio. Dopo le grida dai balconi e i canti scanditi dal ritmo fragoroso di coperchi battuti, dopo l’inno d’Italia suonato e trasmesso in ogni forma, dopo le video call ogni sera per dire agli amici “non temete, ci riabbracceremo presto” e le iniziative di cantanti e artisti, e le gallerie virtualmente aperte e i suggerimenti su come abbattere la noia e trascorrere il tempo…

Uno stillicidio di iniziative personali e corali ha accompagnato le prime settimane di questa quarantena, ha inneggiato alla resistenza, ha provato a far entrare la vita di prima di nella vita di ora.

Adesso però mi sembra che tutto taccia. Dopo giorni ad urlare:"siamo in casa ma continuiamo ad esistere, ascoltateci, sentite la nostra forza e la voce dell’Italia", dopo la commozione le foto simbolo gli applausi ai medici e la solidarietà, è sopraggiunto, poco alla volta, il silenzio. Finiti i flash mob e gli atti collettivi. Stiamo a casa, svolgiamo le attività quotidiane, zitti.

"Non so se ci siamo abituati o se ci abbiano abituati, o addomesticati."

Restiamo silenziosamente in attesa delle nuove direttive o forse invece si è naturalmente assopita la forza e la voglia di gridare.

Siamo stanchi, quasi persi in qualche landa desolata e sconosciuta e senza una direzione chiara. E’ scivolata via la voce, intrappolata dalle mascherine. Città e cuori silenti spaventati dalle macerie del dopo, sempre che un dopo ci sia.

Ciò che resiste in tv ogni giorno invece è lo spot del Ministero: state a casa, lavatevi le mani, mantenete un ambiente pulito, aiutate i vicini… norme spicciole di comportamento che irrompono con monotonia ripetitiva e un velo di violenza, giorno dopo giorno, ad ogni interruzione della programmazione.

Un’ipnosi a distanza, regia di un “grande fratello” che con fare suadente deposita la sua litania sulle nostre stanchezze. Ci hanno messi a tacere?


Sarebbe un vero peccato. Perché è adesso che ci giochiamo il tutto per tutto.


Martina, studentessa, Vicenza


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